giovedì 22 dicembre 2011

Rc Auto: aumentano le polizze fantasma e le tariffe sono ormai fuori controllo

Un fenomeno dilagante quello delle auto che circolano senza assicurazione. Tanto da indurre alcuni media a parlare di vera e propria piaga sociale. Secondo una recente rilevazione dell'Aci sarebbero oltre 3.5 milioni i veicoli con una copertura assicurativa contraffatta o del tutto falsa; ovvero 7 auto su 100 su un parco auto di circa 45 milioni. Questo significa che in caso di incidente, ci sono circa 15 probabilità su 100 che l'altra automobile non sia assicurata. Numeri che fanno impressione e che confermano il trend evidenziato da Aiba a inizio anno in occasione della presentazione dei risultati dell'osservatorio auto quando, sui dati 2010, l'evasione dell'obbligo assicurativo era stata stimata intorno ai tre milioni di casi.

E nel corso degli anni la deriva è addirittura peggiorata con conseguenze pesanti anche per i conti delle imprese che calcolano un mancato introito di circa 1,5 miliardi di euro. Certo, le compagnie non sono immuni da responsabilità. Se è vero che aumentare i premi Rc Auto è una scelta quasi obbligata per cercare di riportare in equilibrio i conti di un segmento in perdita da anni anche a causa dell'aumento del tasso di sinistrosità (nel 2008 il rapporto costi/ricavi era al 101%, nel 2009 al 108% e nel 2010 al 106%), è altrettanto vero che questa sembra essere l'unica strategia senza essere accompagnata da innovazione di prodotto e di servizio o da risparmi sui costi strutturali. L'elevata percentuale delle frodi, il costo medio dei sinistri superiore del 30% alla media europea e soprattutto l'ingente numero di sinistri con danni fisici, vanno a completare il panorama oscuro del mercato auto.

Le compagnie aumentano le tariffe e i consumatori cambiano assicurazione. E se non la trovano, va bene anche un tagliando taroccato. Secondo l'Isvap, nel 2002 tra compagnie abusive e casi di contraffazione, si contavano appena sette episodi. Quest'anno siamo arrivati a 32, per un aumento percentuale dal 2002 ad oggi del 400%. Delle 32 imprese segnalate dall'Isvap, ben 25 erano vere e proprie truffe, con pseudo società che vendevano tagliandi contraffatti, mentre sette sono risultate le compagnie regolari ma prive di autorizzazione a operare nel ramo Rc Auto.

La presenza di realtà pseudoassicurative è un fenomeno che va combattuto poiché danneggia il mercato e ne indebolisce la credibilità. Per porre un freno a queste distorsioni del mercato serve uno sforzo a livello comunitario. L'occasione può essere la revisione della direttiva sull'intermediazione assicurativa, per la quale la Commissione europea ha avviato la procedura di approvazione che dovrebbe essere ultimata entro la fine del 2011, inizi del 2012. Sarebbe indispensabile uno stretto coordinamento fra l'Eiopa (l'autorità di vigilanza europea) e le autorità di vigilanza locali, per frenare sul nascere ogni comportamento illecito e uniformare a livello Ue le condizioni di esercizio, le norme di operatività e i limiti dell'attività delle imprese e degli intermediari di assicurazione.

Ma una riflessione meriterebbe anche l'impianto della Bonus/Malus ormai distrutto dalla Legge Bersani. Su questo l'Aiba sta lavorando a una possibile soluzione volta a contenere i costi per i consumatori e a garantire l'equilibrio tecnico delle imprese. I broker che Aiba rappresenta sentono la responsabilità non solo professionale, ma anche sociale di fare proposte tecnicamente sostenibili per equilibrare le tariffe, invero sproporzionate in certe aree geografiche, o meglio, proporzionate a una realtà malata che è indispensabile sanare. I problemi devono essere affrontati e non accantonati.

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