Primo fra tutti la disposizione che non
costituirà esercizio di agenzia in attività finanziaria, la promozione e
il collocamento di contratti relativi alla concessione di finanziamenti
sotto qualsiasi forma da parte degli agenti di assicurazione, su
mandato diretto di banche ed intermediari finanziari e nel rispetto
delle norme previste dal Testo unico bancario (Dlgs 385/1993). Aumenta
poi da due a cinque giorni non festivi il termine entro il quale per i
sinistri con soli danni a cose, deve avvenire la richiesta di
risarcimento. Via libera alla possibilità che il premio della polizza
assicurativa collegata a un mutuo venga restituito, almeno in parte,
qualora il prestito venga ripagato in anticipo o trasferito. Confermata
l'abolizione del tacito rinnovo sulle polizze per auto e barche, ma la
compagnia dovrà comunque mantenere operante per altri 15 giorni la
garanzia dopo la scadenza.
Fin dal 2007 forniamo notizie utili e curiosità dal mondo delle assicurazioni
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venerdì 7 dicembre 2012
Le norme per favorire la concorrenza nel settore assicurativo si arricchiscono di nuovi tasselli
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venerdì 16 novembre 2012
Anche le assicurazioni sanitarie applicheranno la tariffa bonus malus
Il Decreto Balduzzi in materia sanitaria mira a regolamentare anche il mare magnum delle assicurazioni sanitarie prevedendo, tra l'altro, che le polizze debbano essere stipulate anche in base a condizioni che dispongano che, alla loro scadenza e nel momento del rinnovo, il premio venga variato in aumento o in diminuzione in relazione al fatto che si sia verificato o meno un sinistro durante la copertura (con l'applicazione, dunque, della tariffa bonus malus). Si prevede, inoltre, che la disdetta della polizza da parte della compagnia dovrà essere subordinata alla reiterazione di una condotta colposa da parte del sanitario. Resta esclusa, a carico degli enti del Servizio Sanitario Nazionale, ogni copertura assicurativa della responsabilità civile ulteriore rispetto a quella prevista, per il relativo personale, dalla normativa contrattuale vigente. Questo provvedimento è certamente collegato all'obiettivo principale di razionalizzazione della spesa pubblica sanitaria dal momento che la nuova medicina difensiva ha indubbiamente incrementato i costi, con l'aumento delle prescrizioni mediche di esami diagnostici di vario tipo, che non solo sono inutili, ma rischiano talvolta di diventare addirittura dannosi e di creare un vero e proprio vulnus ai pazienti. Si ravvisa anche un'esigenza di maggiore tutela della classe medica sia dal punto di vista assicurativo (tutela che oggigiorno è sempre più difficile garantire in toto), sia operativo, in considerazione della particolare condizione nella quale spesso si trova la categoria dei sanitari, guardati quasi con sospetto da pazienti pronti a gridare alla malpractice. Sicuramente i tempi sono prematuri per poter verificare se si tratti di una vera e propria rivoluzione copernicana ma comunque pare che il sentiero tracciato sia quello giusto.
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giovedì 15 novembre 2012
Il decreto Balduzzi esclude la responsabilità del medico in caso di colpa lieve
É delle scorse settimane l'approvazione del Decreto Balduzzi in materia sanitaria. La norma sta scatenando molte riflessioni e altrettante polemiche; tra le numerose novità introdotte in materia di sanità e salute, una nuova regolamentazione della responsabilità professionale per contenere il fenomeno della medicina difensiva, la valutazione dell'operato del medico secondo linee guida nazionali e internazionali e un fondo per coprire le spese assicurative. É evidente che, nel corso degli ultimi anni, il numero delle denunce contro i medici sia aumentato in maniera impressionante, con un progressivo diffondersi della medicina difensiva da parte dei camici bianchi e un sensibile incremento dei costi a carico del Servizio sanitario nazionale legati al fenomeno, che ormai superano i 10 miliardi di euro ogni anno.
Un'altra importantissima novità è legata ai criteri di calcolo del danno biologico: nella relazione di accompagnamento, infatti, è stato previsto che la determinazione del danno biologico conseguente all'attività del sanitario dovrà essere effettuata tramite rinvio alle tabelle di cui agli articoli 138 e 139 del codice delle assicurazioni, da integrare per tener conto delle fattispecie non previste. Questa formulazione appare rivoluzionaria, dal momento che introduce dei criteri di calcolo e liquidazione del danno molto differenti da quelli in uso finora: addirittura, sembrerebbero restare scoperti i danni da lesione del rapporto parentale. Si è disposto anche in tema di medicina territoriale, per modificare il rapporto tra cittadini e medici di famiglia, perché i pazienti possano avere la garanzia di un'assistenza 24 ore al giorno; si sono, inoltre, adottate delle misure di contrasto a cattive abitudini come il fumo e il gioco d'azzardo.
In questa sede appare interessante spendere qualche parola in relazione al primo comma dell'articolo 3 del provvedimento, che disciplina la responsabilità professionale di chi esercita le professioni sanitarie. In particolare, la disposizione prevede che la colpa lieve sia esclusa nell'operato di chi esercita la professione sanitaria in tutti i casi in cui si sia attenuto a linee guida e buone pratiche prescritte dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale. Una formulazione, questa, che ha scatenato notevoli polemiche. Non si comprende, infatti, cosa abbia voluto esattamente intendere il legislatore quando parla di esclusione della colpa lieve dove ci si attenga alle linee guida. A una prima lettura sembrerebbe quasi che si stia offrendo una sorta di impunità nei confronti di chi svolge una professione così delicata come quella dei medici. Una colpa lieve, proprio per le potenzialità lesive che porta con sé, è pur sempre grave nell'ambito sanitario ed escluderla sarebbe come non richiedere rigore e massima attenzione al personale medico. Sicuramente c'è da domandarsi quali siano i casi, relativamente alle prestazioni che non presentano speciale difficoltà, in cui il giudice possa ravvisare responsabilità anche in caso di aderenza alle linee guida.
L'articolo, poi, prevede che, per ovviare alle difficoltà nell'accesso alla copertura assicurativa che incontra chi esercita le professioni sanitarie, vengano disciplinate le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l'idoneità dei relativi contratti. Ciò deve avvenire con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del ministro della Salute, di concerto con i ministri dello Sviluppo Economico e dell'Economia e delle Finanze, sentiti Ania, federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie e organizzazioni sindacali rappresentative delle categorie professionali interessate. E tenendo conto di una serie di criteri, tra i quali il più innovativo è sicuramente l'indicazione dei casi nei quali, sulla base di definite categorie di rischio professionale, prevedere l'obbligo, in capo a un fondo appositamente costituito, di garantire idonea copertura agli esercenti le professioni sanitarie. É prevista, inoltre, la costituzione di un fondo per garantire idonee coperture assicurative finanziato con il contributo dei professionisti e delle assicurazioni, in misura percentuale sui premi incassati, comunque non superiore al 4%.
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mercoledì 14 novembre 2012
Cosa è la Gender Directive che partirà dal prossimo 21 dicembre?
Con l'entrata in vigore della Gender Directive, che porterà le compagnie a proporre tariffe vita unisex a partire dal 21 dicembre prossimo, si viene a determinare l'assenza di un parametro fondamentale per la valutazione del rischio di mortalità. Essendo la differenza media di mortalità tra i due sessi piuttosto elevata, la possibilità di valutare correttamente il rischio senza l'informazione sul sesso dell'assicurato risulterà fortemente limitata ed andrà ad impattare sulla definizione e sulla valutazione del rischio stesso. Un possibile approccio al problema è rappresentato dal tariffare basandosi sulla composizione attesa di maschi e femmine nel portafoglio che si andrà a costituire. In questo caso, la compagnia si espone al rischio di un disallineamento tra rischio assunto e premio richiesto nel caso in cui la proporzione tra maschi e femmine fosse diversa da quella attesa e nel caso in cui pur stimando correttamente la composizione del portafoglio, la distribuzione dei capitali elevati fosse più sbilanciata rispetto alle previsioni verso le persone di sesso maschile. Una possibile strada diversa è rappresentata dall'analisi e ricerca di quali altri elementi sono disponibili per valutare il rischio in modo accurato.Il fattore probabilmente più ovvio è l'abitudine al fumo. Diversi studi indicano, per alcune età, differenze di mortalità di circa due volte e mezzo tra fumatore e non fumatore; differenza che risulta più elevata di quella tra la mortalità maschile e femminile. Altri elementi che sicuramente influenzano la mortalità sono l'occupazione e il settore d'attività: la mortalità di alcune professioni è fino a tre volte più elevata, e anche qui il divario è maggiore rispetto a quello riscontrato tra maschi e femmine. Probabilmente il fattore che racchiude in sé molti dei precedenti è il livello socio economico dell'assicurato, ancora una volta molto più elevato delle differenze della mortalità media tra uomini e donne. É per questo che in alcuni mercati questa informazione viene utilizzata per definire il rischio sia di mortalità che di longevità. Un'altra idea è quella rappresentata dalla possibilità di considerare criteri per valutare un fattore determinante per la valutazione della mortalità, ovvero la componente accidentale, specialmente riguardo agli incidenti stradali. Negli Stati Uniti, per esempio, gli assicuratori possono accedere ai registri che indicano il comportamento alla guida degli assicurandi e usare le informazioni per tariffare il rischio nel ramo vita. Le compagnie sono abituate a chiedere l'attestato di rischio per la Rc Auto: potrebbe quindi essere utilizzato (magari insieme ai punti sulla patente) per la tariffazione del rischio vita? Il lavoro maggiore è rappresentato dalla raccolta dei dati a supporto delle analisi dei rischi. Una strada percorribile è cominciare utilizzando le esperienze di altri mercati, come già fatto per le malattie gravi e la Ltc, e nel tempo costruire database sempre più affidabili.
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venerdì 17 agosto 2012
In questa famiglia non si sente la crisi
Il tradizionale appuntamento con gli stipendi dei manager che governano i gruppi assicurativi quotati in Borsa incrocia quest'anno una novità. E cioè le critiche dell'Isvap alla relazione sulle remunerazioni di Fonsai, giunte a sorpresa prima dell'assemblea di bilancio della società. Secondo l'Authority guidata da Giancarlo Giannini, l'impianto della relazione era lacunoso e dovevano essere forniti più dettagli e precisazioni sui criteri seguiti per l'assegnazione dei compensi. In particolare l'Isvap ha puntato l'indice sul supercompenso del presidente Jonella Ligresti (2 milioni e mezzo di euro). Ha, infatti, sostenuto che, nonostante la rinuncia della Ligresti a tutti i poteri esecutivi fatta a luglio 2011, non era stato modificato l'importo lordo del suo emolumento. Morale: l'assemblea non ha approvato le politiche di remunerazione.
I tre vicepresidenti Giulia Ligresti, Massimo Pini e Antonio Talarico riscuotono rispettivamente 837.000 euro, 1,1 milioni di euro e 2,1 milioni di euro, mentre all'amministratore delegato Emanuele Erbetta spettano circa 2 milioni (in tutti i casi sono compresi i vari incarichi nelle società controllate e collegate). Quanto al direttore generale Piergiorgio Peluso, per i suoi primi sei mesi di attività, ha ricevuto 660 mila euro.
Passiamo ora alla corazzata del mercato assicurativo. Il Gruppo Generali continua ad avere fastidi dal suo ex presidente francese Antoine Bernheim (per un decennio il più pagato in assoluto del mercato assicurativo) al quale è saltata la mosca al naso quando ha scoperto che il suo successore, l'altro ex Cesare Geronzi, ha ricevuto una liquidazione-monstre. Senza entrare nei dettagli di questa vicenda, l'ultima assemblea triestina ha ospitato feroci critiche nei confronti di Geronzi, che ha fatto ben fruttare la sua breve permanenza a Trieste (meno di un anno) portandosi a casa 17,8 milioni di euro, comprensivi di buonuscita: un bottino che gli permette di piazzarsi tra i manager più pagati dell'intero mercato.
Decisamente più sobrio l'emolumento dell'attuale presidente Gabriele Galateri di Genola, pari a 584.000 euro. Non solo. Forse perché scottati dai precedenti, a Galateri non sono stati accordati trattamenti di fine mandato né sono previste indennità nell'eventualità di cessazione anticipata dell'incarico. In clima di austerità, e in coerenza con i risultati dell'ultimo esercizio, i due amministratori delegati delle Generali hanno, invece, visto dimezzare la parte variabile del loro compenso. Tra bonus e compensi fissi al Ceo e direttore generale Giovanni Perissinotto sono toccati 2,35 milioni di euro contro i 3,4 milioni dell'anno precedente, mentre a Sergio Balbinot, a sua volta amministratore delegato e direttore generale del gruppo triestino con responsabilità sui mercati esteri, sono andati 2,7 milioni contro i 3,5 dell'anno prima. Il vicepresidente delle Generali, Vincent Bolloré, ha incassato 215.000 euro, i due ex vicepresidenti Francesco Gaetano Caltagirone e Alberto Nagel hanno ricevuto rispettivamente 277.000 euro e 243 mila (questi ultimi girati interamente a Mediobanca, di cui Nagel è amministratore delegato).
Il direttore generale Raffaele Agrusti ha, invece, ricevuto un compenso di 1,57 milioni di euro (comprensivo di bonus) e il direttore generale, responsabile del mercato italiano, Paolo Vagnone, 915 mila euro. Mentre i 13 dirigenti con responsabilità strategica hanno ricevuto in totale, per soli emolumenti, 3,5 milioni (esclusi bonus, benefici non monetari e altri compensi).
A Verona, nel Gruppo Cattolica, l'amministratore delegato Giovanni Battista Mazzucchelli ha percepito un compenso (comprensivo di tutto) di 2,3 milioni di euro. Il presidente, Paolo Bedoni, ha preso 771 mila euro. Al direttore generale, Marco Cardinaletti, spettano, invece, 747 mila euro, tenendo anche conto di bonus e incentivi.
A Bologna, nel Gruppo Unipol, il direttore generale e amministratore delegato Carlo Cimbri, ha emolumenti per 2,3 milioni, che comprendono il compenso da lavoro dipendente e il bonus. Il presidente Pierluigi Stefanini riceve 798 mila euro, il vice, Piero Collina, 207 mila. I 12 dirigenti con responsabilità strategiche incassano complessivamente circa 3,6 milioni, comprensivi di bonus.
Come si vede, nessuno nella famiglia dei manager del settore assicurativo risente della crisi e nessuno sa cosa sia.
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mercoledì 8 agosto 2012
Rc auto: è scontro frontale in Senato tra Isvap e Ania d'avanti alla Commissione Industria
Decisamente non c'è pace tra le parti contendenti. L'Isvap da una parte, per bocca del suo commissario straordinario Giancarlo Giannini, e l'Ania dall'altra. Due giganti che senza esclusione di colpi se le danno di santa ragione da mesi e mesi senza mai giungere ad una soluzione soddisfacente. L'ultimo atto della querelle infinita è andato in scena oggi in Senato. Claudio Demozzi, presidente del Sindacato degli Agenti di Assicurazione , ha commentato l’audizione in Senato, dinnanzi alla commissione Industria, del commissario straordinario dell'Isvap Giancarlo Giannini. Demozzi ha espresso sostanzialmente il suo apprezzamento e si è detto felice per i punti che Giannini è andato ad argomentare.
Gli intermediari, infatti, non apprezzano la rigida posizione di Ania che si è detta contraria alle principali proposte avanzate dall'Isvap, come, ad esempio, l’introduzione obbligatoria della proposta di assicurazione auto con annessa installazione della scatola nera per ridurre l’ammontare del premio. Le compagnie, infatti, sembrano essere impermeabili a ogni spinta concorrenziale che miri a un abbattimento dei costi, di cui in primis beneficerebbero i consumatori.
Ania ha già replicato al discorso parlamentare di Giannini, chiarendo la sua posizione. Ai guidatori, dunque, non resta che aspettare l’evolversi di una situazione complicata. Intanto, il mercato dell’auto continua a cadere in picchiata e per colpa della crisi, gli italiani rinunciano alla macchina!
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martedì 7 agosto 2012
Rc auto: per quanto tempo è valido l'attestato di rischio?
Per quanto tempo è valido l'attestato di rischio? La normativa che regola tutti gli aspetti dell'Rc Auto prevede che la validità dell'attestato di rischio sia di 5 anni, decorsi i quali, ad esempio, un ex assicurato che volesse acquistare un'auto nuova, pur avendo raggiunto la prima classe di merito, si vedrebbe costretto a ripartire dalla quattordicesima classe di merito, circostanza, questa, comunque facilmente aggirabile grazie alla Legge Bersani sulla Bonus/Malus che prevede la possibilità di ereditare la classe di merito di un familiare convivente pur tuttavia non essendo garantito il pagamento del medesimo premio. Questo è dovuto al fatto che ogni compagnia di assicurazione adotta criteri diversi per determinare i premi da pagare.Molta considerazione è data all’esperienza di guida, agli incidenti pregressi, alle caratteristiche del guidatore e del veicolo da assicurare. E' dunque buona norma provvedere a richiedere numerosi preventivi prima di stipulare una nuova polizza Rc Auto.
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lunedì 6 agosto 2012
Rc auto: per colpa della crisi gli italiani rinunciano alla macchina!
La crisi economica, acuita dall'austerità cieca promossa dai governi europei, ha fatto si che il comparto Rc Auto fosse tra i primi a risentire della stretta dei consumi. Nessuno però poteva prevedere quanto sta accadendo, ovvero, la diminuzione assai consistente dei rinnovi delle polizze Rc Auto. Gli italiani, tartassati e in balia di un sistema economico malato, per poter sopravvivere, rinunciano all'automobile! Caro polizze, caro benzina, caro bollo auto, caro manutenzione, tutto aumenta mentre il potere d'acquisto delle famiglie diminuisce sempre più. Per molti è una presa di posizione, per altri una necessità per poter sbarcare il lunario, fatto sta che il segnale è inquietante e deve far riflettere. L'Italia e gli italiani non ce la fanno proprio più. Per non parlare delle aziende. Con i consumi fermi al palo si vedono, molto spesso, costrette a ridimensionare il proprio parco auto. Il fenomeno delle polizze non rinnovate non ha ancora raggiunto livelli eclatanti (alcune aziende, come la Zurich sostiene di non averlo notato), ma la maggior parte degli operatori confermano la sua crescita costante. "Diciamo che è più di una sensazione – commenta Michele Ferraro, agente di Allianz Ras -. Lo si nota analizzando l’arretrato in agenzia. È vero che c’è chi si dimentica di rinnovare la polizza e chi fa il "giro delle chiese" in cerca di alternative più economiche, ma per molti la rinuncia è definitiva. È uno degli aspetti della crisi, che si ripercuote anche sul numero di sinistri calcolati dai periti". L’aspetto più inquietante di questo fenomeno è che diversi proprietari di auto non assicurate circolano comunque, sfidando la sorte e mettendo a repentaglio la sicurezza di chi li incrocia per strada. A tal fine è bene ricordare che, in caso di danni a oggetti e persone da parte di veicoli non identificati o non assicurati, a intervenire è il Fondo di garanzia Consap per le vittime della strada, che per legge è tenuto a fornire un risarcimento (fino a 2 milioni e mezzo di euro per danni a persone e 500 mila euro per danni a oggetti).
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lunedì 25 giugno 2012
La polizza cristalli conviene anche perché si ottiene un risparmio sulla polizza rc auto
Una stima prudente ma molto significativa indica che ogni anno in Italia sono circa un milione le auto che subiscono un danno al parabrezza. E riparare conviene per tutta una serie di motivi che vanno dal risparmio sia per la compagnia assicurativa che per l'automobilista (il costo medio di una riparazione rispetto a una sostituzione è di 5-6 volte inferiore e con la polizza cristalli è completamente rimborsata dall'assicurazione), all'attenzione all'ambiente (35 kg di CO2 in meno rispetto alla sostituzione completa del parabrezza) al semplice fatto che una riparazione oggi, anticipa una sostituzione domani. Riparare è conveniente anche per le sanzioni che possono abbattersi sull'automobilista con un parabrezza crepato. L'attuale codice della strada, infatti, impone sanzioni costose e anche piuttosto antipatiche: due punti decurtati dalla patente e multe che vanno da 80 a quasi 120 euro. A tutt'oggi sono molti gli automobilisti italiani che hanno capito l'importanza di tutelarsi e che scelgono di assicurarsi aggiungendo all'assicurazione auto anche la polizza cristalli. Oggi circa il 40% degli italiani sa che è possibile riparare il parabrezza e, grazie a poche decine di euro sul monte assicurativo, con la polizza cristalli lo si può fare gratuitamente. Basta portare l'auto e il tagliando dell'assicurazione presso un'officina convenzionata o un centro assistenza apposito (tipo Carglass) e loro si occuperanno di tutto l'iter burocratico connesso alla sostituzione del parabrezza istruendo anche la pratica con l'assicurazione. La cultura della polizza cristalli nel nostro Paese, rispetto a quanto avviene nel resto d'Europa, non è certamente ben radicata e siamo sicuramente indietro. Tuttavia si tratta di un mercato in crescita e, anche se a rilento, fa segnare ogni anno punte dell'1,5% al rialzo. In Italia, purtroppo, dietro la polizza cristalli si nasconde il malcostume delle frodi (ben l'8% del totale), in quanto il danno ai cristalli è tra quelli non sottoponibili a perizia.
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sabato 23 giugno 2012
Gestire i sinistri con l'e-claims in Italia non è più una chimera!
Il termine e-claims in Italia è ancora piuttosto sconosciuto. Letteralmente e-claims sta per electronic claims, un sistema di gestione dei sinistri assai efficiente e già molto diffuso in altri Paesi. Ma che cosa è esattamente l'e-claims? Questo innovativo sistema di gestione dei sinistri comprende un range notevole di tecnologie che possono essere utilizzate ed applicate ad aree molto diverse tra loro, come i sistemi interni alle compagnie oppure quelli esterni rivolti agli utenti finali. La tecnologia può giocare un ruolo importante nel condividere l'informazione all'interno del settore e trasferire dati tra terze parti, per esempio i riassicuratori. E-claims è la creazione di un sistema "fully integrated end to end" con il quale è possibile processare i sinistri, organizzare le informazioni in una reportistica utilizzabile a vari scopi, analisi dei dati e comunicazione. Il ventaglio delle applicazioni è piuttosto ampio, il minimo comun denominatore risiede nella possibilità di utilizzare la tecnologia ai fini della gestione tecnica e non dei sinistri. Ma vediamo, in che modo l'e-claims potrebbe aiutare le compagnie assicurative? L'uso della tecnologia incrementa notevolmente la produttività e l'efficienza. Inoltre può permettere di aumentare il livello di omogeneità delle decisioni prese e di automatizzare l'accettazione di quelle richieste che non hanno bisogno di una valutazione complessa. Rispetto a metodi più tradizionali di gestione dei sinistri, l'e-claims potenzialmente potrebbe offrire un certo numero di vantaggi come:
- maggiore efficienza e risparmio dei costi;
- maggior consistenza nell'approccio tra decisori e team decentralizzati;
- audit trails affidabili;
- pulizia e accessibilità ai dati;
- reporting e gestione delle informazioni;
- compliance con i limiti autorizzativi;
- miglioramento del servizio a livello interno ed esterno;
- riduzione dei tempi di gestione;
- migliore gestione strategica dei sinistri;
- riduzione del numero dei sinistri che richiedono ulteriori analisi;
- riduzione dei ritardi di notifica;
- Identificazione dei settori in cui gli operatori potrebbero necessitare di maggiore training.
L'e-claims ha anche delle implicazioni importanti per quanto concerne il disegno dei prodotti e la distribuzione: potrebbe permettere di monitorare la correlazione tra le dichiarazioni degli assicurati e l'esperienza dei sinistri e, di conseguenza, suggerire cambiamenti nel processo di sottoscrizione dei rischi, oppure, rilevando trend precisi di sinistri legati a specifici canali di distribuzione. Un uso ottimale dell'informazione per migliorare l'operatività e la strategia decisionale può creare un vantaggio competitivo notevole.
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martedì 12 giugno 2012
Rc auto: Cattolica punta sulla personalizzazione del sinistro
Cattolica punta decisamente sulla personalizzazione del sinistro. A dirlo è Paolo Masini, direttore sinistri del gruppo Cattolica che ha fornito una lucidissima analisi, a 360 gradi, in merito al comparto nel contesto economico-sociale attuale. "Dobbiamo tenere conto - dice Masini - di una serie di fattori che stanno condizionando tutto il mercato: la crisi economica, unita a una maggiore consapevolezza, spinge il cliente a cercare oggi il miglior mix costo-servizio anche nell'acquisto di una polizza Rc auto. Il risarcimento diretto ha avvicinato l'assicurato alla compagnia nel momento più delicato, che è quello dell'incidente. Noi abbiamo diversificato la gestione del sinistro con l'obiettivo di essere a fianco del cliente e di rendere efficiente e rapida la definizione del danno e la sua liquidazione. La diversificazione può essere attuata per: tipologia di sinistro, Card 2 firme; Card con lesioni; per ramo (Rca, danni ai beni, responsabilità civile generale); per rete distributiva - agenti, bancassurance, internet; per clienti, soci, clero, dipendenti. Ogni diversificazione ha un suo percorso e coinvolge soggetti diversi. Così il sinistro Rca con piccoli danni è preso in carico dalla rete peritale con autonomia liquidativa, mentre i sinistri Cvt vengono accentrati in un unico ufficio di direzione. Gli incidenti del clero che hanno polizze su misura sono gestiti da periti e liquidatori specializzati e per gli infortuni ci sono le visite mediche degli ispettorati territoriali. La segmentazione del rischio genera una quantità di dati che devono essere gestiti da un grande sistema It online che interagisce con tutti i device di comunicazione (sms, mail, posta, telefono, web), e ha l'obiettivo di razionalizzare e rendere più efficiente l'organizzazione del lavoro con focalizzazione delle competenze, riduzione del tempo di gestione del sinistro, minori probabilità di incorrere in sanzioni e una maggior fidelizzazione del cliente. Oltre naturalmente a ridurre i costi e a riuscire a pagare indennizzi adeguati".
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sabato 9 giugno 2012
Zurich lancia Columbo Program un innovativo sistema investigativo antifrode nel campo della Rc auto
Il gruppo Zurich, presente in 170 Paesi, ha messo a punto "Columbo Program", un innovativo sistema investigativo antifrode nel campo dell'Rc auto, che prende il nome dal famoso tenente Colombo dell'omonima serie di telefilm. Questo programma investigativo, già attivo in diversi Paesi, tra cui l'Italia, l'Inghilterra, il Sudafrica e gli Stati Uniti d'America, verrà presto esteso agli altri principali mercati dove è presente il gruppo, dal Canada al Giappone, dalla Russia all'Australia, dalla Germania alla Turchia. Si tratta di un approccio investigativo, di un contrasto di sistema alla criminalità che ha come obiettivo quello di velocizzare la gestione dei sinistri veri, di radicare la cultura antifrode, di sfruttare le competenze mondiali, di aumentare del 30% il numero delle frodi scoperte nel campo delle assicurazioni Rc auto. La filosofia è non aspettare, ma andare a vedere cosa sta succedendo. Per farlo occorrono molte informazioni e, soprattutto, riuscire a metterle a confronto: se i dati di ogni perito non circolano, non diventano patrimonio aziendale, non si riesce mai a scoprire se una stessa persona ha provocato ripetuti diversi incidenti, per esempio, a Torino e Taormina o in Francia, Olanda e spagna. Non basta ancora: accade che non è sempre lo stesso individuo a restare vittima di un sinistro, una volta può essere la moglie, o l'amico, il collega di lavoro o un lontano parente. E' necessario, insomma, analizzare se alcune persone fanno parte, anche alla lontana, di un network, e sono in qualche modo collegati. "Enablers NetReveal", un motore di ricerca che lavora in esclusiva per Zurich e che è derivato da quelli in uso ai servizi segreti inglesi, dopo aver immagazzinato tutti i dati a disposizione delle compagnie del gruppo sugli importi più importanti o ricorrenti, va appunto alla ricerca di legami tra le persone ed evidenzia i "soft", ma soprattutto gli "hard links", che vengono segnalati agli investigatori. Se su un milione di reti di relazioni solo il 10% è votato alle truffe alle compagnie, i danni potrebbero essere enormi: per questo è meglio anticiparli, prevenirli, andando a scovare chi fa parte del network.
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venerdì 8 giugno 2012
Rc auto: la norma sul colpo di frusta potrebbe generare un risparmio del 10% sul premio da pagare
Le norme in materia di Rc auto contenute nella nuova legge sulle liberalizzazioni contengono alcuni provvedimenti di valore, ma anche alcune incongruenze. Un contributo nella lotta all'evasione dell'obbligo assicurativo può venire dalle nuove norme sulla dematerializzazione del contrassegno e la loro sostituzione o integrazione con sistemi elettronici o telematici, anche in collegamento con banche dati e prevedendo l'utilizzo di mezzi tecnici di controllo e rilevamento a distanza come le telecamere. E' auspicabile che almeno una parte di queste norme venga applicata in anticipo rispetto al termine previsto di due anni. E' fondamentale anche la norma sul colpo di frusta, secondo cui il danno alla persona per lesioni di lieve entità viene risarcito solo in seguito a un riscontro medico-legale da cui risulti accertata l'esistenza della lesione. Questa norma può permettere un calo delle tariffe nell'ordine del 10% a livello nazionale, e anche notevolmente superiore in alcune aree del Sud, come Taranto e Crotone, in cui le microlesioni sono particolarmente diffuse. Nella nuova legge sulle liberalizzazioni vi è invece un'altra norma che non ha alcuna logica, ovvero quella che prevede la riduzione da 5 a 2 giorni non festivi del termine entro cui deve essere effettuata l'ispezione per accertare l'entità del danno ai beni danneggiati. Questa norma va nella direzione opposta a quella voluta e favorisce le truffe, perché in realtà rende più difficile l'accertamento del danno: due giorni sono davvero troppo pochi. Per quanto concerne, invece, la querelle sulla tariffa unica nazionale, c'è da dire che è prevista solo la medesima tariffa a parità di condizioni oggettive e soggettive e quindi, in realtà, la norma non determina sostanziali novità rispetto all'attuale situazione. Nel 2010 il 73% degli assicurati a Napoli e il 62% a livello nazionale si trovava in prima classe di bonus malus: un anno dopo, il 13% dei primi aveva provocato un incidente, quasi il doppio rispetto alla media italiana del 7,3% della prima classe di bonus malus.
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giovedì 7 giugno 2012
Nasce Sposami, l'assicurazione proteggi matrimonio!
"Sposami" è un'assicurazione proteggi matrimonio che mette al sicuro le coppie da ogni imprevisto che può accadere prima o durante il giorno delle nozze. La polizza, già diffusa all'estero, arriva per la prima volta in Italia grazie a Filo Diretto e copre tutte le spese legate all'eventuale annullamento del matrimonio. Se per infortunio, motivi di salute degli sposi o dei familiari più stretti, o anche per un ripensamento della coppia le nozze saltano, l'assicurazione coprirà penali e spese già sostenute per la chiesa, il pranzo, il viaggio di nozze, ma anche per voli aerei e hotel già prenotati per gli invitati da parte degli sposi. La polizza copre anche la responsabilità civile per eventuali incidenti, come il tappo di champagne che va a infrangere la vetrata del '700 durante il rinfresco, e la tutela legale per rifarsi su fornitori inadempienti, come il fotografo che non si presenta alla cerimonia, l'addobbo floreale, il menù o la torta che si rivelano diversi da quelli pattuiti. Quanto ai costi, il pacchetto base, che copre fino a 12.000 euro in caso di annullamento, costa 197 euro. Ma si possono avere pacchetti personalizzati con diversi massimali e garanzie. Persino in caso di perdita del lavoro di uno degli sposi, al quale sarà corrisposto l'80% dello stipendio per 6 mesi, fino a un massimo di 2.500 euro.
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mercoledì 30 maggio 2012
Sun power plan è la soluzione assicurativa che protegge gli impianti fotovoltaici
RSA, branch italiana del Gruppo britannico RSA, compagnia leader nel mondo nel settore assicurativo delle energie rinnovabili, presenta Sun Power Plan, la soluzione assicurativa che protegge gli impianti fotovoltaici con potenza nominale fino a 300 kWp e gli impianti solari termici a uso domestico o aziendale. Sun Power Plan è stata pensata da RSA a protezione degli impianti fotovoltaici e solari termici da quegli eventi accidentali, danni materiali, guasti o furto, che potrebbero comprometterne l'utilizzo. E' inoltre prevista una copertura anche per la responsabilità civile. In caso di danni materiali e diretti all'impianto assicurato, sono davvero ampie le coperture previste da Sun Power Plan: sono sempre inclusi i danni derivanti da incendio, fulmine, esplosione e scoppio, grandine, atti di terrorismo e sabotaggio organizzato. Sono compresi anche i danni causati o prodotti dall'assicurato, da terzi o per ordine delle autorità allo scopo di impedire o di arrestare il danno e la copertura delle eventuali spese sostenute per demolire, sgombrare, distruggere, trasportare e scaricare i materiali residui del sinistro. Per una protezione all risks, Sun Power Plan prevede la possibilità di estendere le coperture anche ai danni derivanti dal furto e da guasti accidentali all'impianto di tipo meccanico ed elettronico. Si può includere inoltre la copertura "Ricorso Terzi" per quei danni materiali e diretti causati alle cose di terzi, a seguito di incendio o di altro sinistro per i quali sia ritenuto responsabile l'assicurato. Per gli impianti fotovoltaici, in caso di fermo totale a seguito di un sinistro indennizzabile, è possibile poi prevedere il pagamento all'assicurato di un'indennità giornaliera fino a un massimo di 90 giorni. In tema di Responsabilità Civile, Sun Power Plan copre l'assicurato quando sia ritenuto responsabile per danni involontariamente cagionati a terzi per morte, lesioni personali e danneggiamenti a cose, in conseguenza di un fatto accidentale causato dall'impianto assicurato.
giovedì 17 maggio 2012
Arriva la polizza sulle calamità naturali
Arriva la polizza sulle calamità naturali. Saranno previsti degli incentivi fiscali a invarianza di gettito, con la deducibilità anche parziale del premio dalla base imponibile per il contribuente per chi si doterà della polizza. Ma prima la nuova protezione civile dovrà effettuare una mappatura del rischio nel Paese e verificare i dati percentuali sull'entità dei contributi pubblici finora concessi in caso di stato di emergenza. Per finanziare questa nuova garanzia si ricorrerà all'aumento, non superiore di 5 centesimi di euro della benzina e del gasolio. E' quanto stabilisce il decreto legge 15 maggio 2012 numero 59, disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 maggio.
Il governo punta alla diffusione sul territorio della prassi di avere, per le abitazioni private una copertura dei rischi derivati da calamità naturali. L'articolo 2 del decreto legge stabilisce che "al fine di garantire adeguati, tempestivi e uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso abitativo, danneggiati o distrutti da calamità naturali, possono essere estese ai risci derivanti da calamità naturali le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati".
Per favorire la diffusione di coperture assicurative contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali, è previsto un regolamento su misura per i premi (relativi all'assicurazione per danni, per la quota relativa alle calamità naturali, ovvero relativi a contratti di assicurazione appositamente stipulati a copertura dei rischi di danni diretti da calamità naturali ai fabbricati di proprietà di privati a qualunque uso destinati). Il regolamento da emanarsi a cura della presidenza del consiglio e del ministero dell'economia e delle finanze, dovrà essere formulato secondo i seguenti criteri:
- estensione della copertura assicurativa del rischio calamità naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati privati contro qualsiasi danno;
- esclusione, anche parziale, dell'intervento statale per i danni subiti da fabbricati;
- incentivazioni di natura anche fiscale, nel rispetto del principio dell'invarianza di gettito, tramite regimi agevolativi all'imposta sul premio di assicurazione ovvero la deducibilità, anche parziale, del premio dalla base imponibile ai fini Irpef e Ires dell'assicurato;
- previsione di un regime transitorio, anche a fini sperimentali ovvero di prima applicazione.
Per la stipulazione del regolamento il dipartimento della protezione civile provvede ad acquisire e trasmettere ai ministeri, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, ogni elemento necessario per la valutazione degli effetti derivanti dall'introduzione del regime assicurativo di cui al comma 1, in particolare una mappatura del territorio per grado di rischio; una stima della platea dei soggetti interessati; i dati percentuali sull'entità dei contributi pubblici finora concessi in caso di stato d'emergenza; la simulazione dei premi, suddivisi per tipologia di copertura assicurativa.
Il decreto, che entra in vigore oggi, stabilisce che agli oneri connessi agli interventi che conseguono eventi calamitosi si provvede con le risorse del fondo nazionale della protezione civile. Se utilizzato il fondo di riserva per le spese impreviste, questo dovrà essere reintegrato. Come? Il decreto prevede con le maggiori entrate derivanti dall'aumento dell'aliquota dell'accisa su benzina e gasolio. Misura che non dovrà superare i 5 centesimi di euro. Nel provvedimento, inoltre, si introduce la possibilità di assicurare le abitazioni private, su base volontaria, contro il rischio di calamità.
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mercoledì 16 maggio 2012
Rc auto: rincari medi del 3,7%
Gli italiani al volante, distratti dai rincari senza fine della benzina, forse non se ne sono accorti, ma nel 2011 la corsa verso l'alto delle tariffe Rc auto ha subito una frenata. A sostenerlo è uno studio realizzato da Aiba in collaborazione con Iama Consulting. Dai dati emersi dall'indagine risulterebbe che nel 2011 le tariffe sono aumentate in media del 3,7%, che confrontato con il +12,2% di fine 2010 è il segnale di un'evidente frenata. Del resto, gli indicatori tecnici del ramo sono in miglioramento e se è vero che rimangono ancora in zona rossa la causa va ricercata nelle stagioni passate, dato che le gestioni correnti di molte compagnie fanno già registrare valori profittevoli di combined ratio, grazie all'effetto dell'aumento della raccolta premi e della riduzione del costo dei sinistri di competenza, determinato principalmente dalla diminuzione della frequenza dei sinistri. Questi sono solo alcuni dei dati che emergono dall'ultima edizione dell'Osservatorio Auto realizzato sulla base dell'analisi dei prezzi di listino applicati dalle compagnie di assicurazione che non tengono conto della flessibilità tariffaria concessa dalle imprese alle proprie reti di vendita. I dati sono stati raccolti da Check-It-Auto, lo strumento professionale dei broker Aiba per la comparazione delle tariffe auto e delle garanzie aggiuntive. L'analisi dell'Osservatorio utilizza, per ogni compagnia, un campione fisso di 15 profili diversi di assicurati residenti in 20 differenti capoluoghi di provincia.
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giovedì 10 maggio 2012
L'Isvap sospende l'obbligo di confronto delle polizze rc auto
Per ora, niente obbligo di confronto fra le polizze a cui gli agenti erano vincolati. Lo ha deciso L'Isvap, con una comunicazione ufficiale firmata dal Presidente Giancarlo Giannini. L'Authority - recita una nota di Claudio Demozzi, Presidente dello Sna - ha sospeso la procedura "per il tempo necessario alla predisposizione della normativa". L'obbligo di confronto, a cui l'articolo 34 del decreto liberalizzazioni aveva sottoposto le reti agenziali, è stato definito da Demozzi "una vera e propria beffa". Il Presidente dello Sna, come è noto, sostiene una posizione del tutto diversa: oltre a spingere per il plurimandato obbligatorio, infatti, Demozzi chiede che agli agenti sia aperta "la possibilità di vendere polizze di diverse compagnie (l'accesso alla cosiddetta pluriofferta, ovvero la collaborazione tra intermediari oggi vietata)". In ogni caso, conclude il leader sindacale, "la sospensione dell'applicazione ci conferma la correttezza del nostro operato". Intanto, l'Isvap ha dato avvio al primo dei provvedimenti attuativi, che riguarda le polizze vita. La misura definisce i contenuti minimi dei contratti e le modalità di presentazione dei preventivi, con il fine di agevolare i clienti nel confronto tra i prodotti. L'intermediario (che, in questo caso, è quasi sempre una banca) dovrà fornire tre preventivi al consumatore; di questi, due dovranno essere di altre compagnie non collegate al mediatore. L'Isvap ha previsto, inoltre, che il cliente abbia la libertà di ricercare sul mercato una polizza più conveniente entro 10 giorni; la banca dovrà fornirgli una nota scritta sui contenuti minimi della polizza. I provvedimenti attuativi del decreto liberalizzazioni potrebbero rivelarsi il canto del cigno per l'Authority sulle assicurazioni: un intervento legislativo promosso dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, intenderebbe, infatti, trasferire la vigilanza del settore assicurativo (ma anche quella dei fondi pensione) sotto la Banca d'Italia.
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mercoledì 9 maggio 2012
Nobis Assicurazioni proporrà polizze rc auto
Nobis Assicurazioni, società specializzata nei rami danni, è intenzionata a chiedere l'autorizzazione per operare anche nel settore dell'Rc auto e, a tal fine, ha già provveduto a rafforzare il proprio capitale portandolo a 5 milioni di euro. Questa giovane SpA, operativa dal mese di agosto del 2008, è specializzata nel canale delle concessionarie d'auto, e conta infatti tra i suoi azionisti la Investimenti industriali, società di cui è azionista al 50% Andrea Agnelli, tramite la holding di partecipazioni Lamse. Quella di Agnelli è, comunque, solo una partecipazione di minoranza in una compagnia controllata per il 75% dall'Intergea. Società, presieduta da Alberto Di Tanno, specializzata in tutto il comparto auto, che rappresenta ormai il punto di congiunzione di 50 concessionarie. Un bacino che rappresenta lo zoccolo duro della clientela della compagnia guidata da Salvatore Passaro, che aveva preso le mosse con l'ex nome di Intergea Assicurazioni.
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giovedì 3 maggio 2012
Rc auto: il ministero dello sviluppo economico boccia la tariffa unica
La tariffa unica nazionale, valevole da Nord a Sud, per gli automobilisti più virtuosi, non è applicabile. Il Ministero dello Sviluppo Economico con una nota ha stabilito che la norma prevista dall'articolo 32 della legge Cresci Italia in conversione del decreto sulle liberalizzazioni, risulta in contrasto con il principio di libertà tariffaria di cui godono le compagnie d'assicurazione. Il provvedimento, pensato per eliminare le grandi disparità tariffarie esistenti da Palermo a Milano, stabilisce che per le massime classi di sconto, a parità di condizioni soggettive e oggettive, ciascuna compagnia deve praticare identiche offerte. Una formulazione di non facile interpretazione per l'Isvap, che ha chiesto un chiarimento al Ministero, ricevendo una risposta che di fatto è una sonora bocciatura per la tariffa unica per i virtuosi del volante. In sostanza, il Ministero afferma che non si può escludere la territorialità nell'analisi del rischio, un parametro importante nella costruzione personalizzata della tariffa. Il livellamento nazionale delle tariffe a beneficio degli assicurati di alcuni territori, aggiunge il Ministero, di fatto creerebbe un doppio danno agli assicurati di altri territori e un peggioramento tariffario per gli assicurati delle classi di minore sconto dello stesso territorio oggetto di tale beneficio. Contro la decisione del Ministero protestano Adusbef e Federconsumatori: "Siamo di fronte ancora una volta alla volontà di non intervenire in un settore dove invece ce ne sarebbe bisogno alla luce di incrementi tariffari che, solo nell'ultimo triennio, sono arrivati al 32%, in media 311 euro in più a cliente". Secondo le due associazioni, poi, "il concetto di territorialità potrebbe essere rivisto e contemplare un'articolazione più ampia anche a livello comunale". Polemica infondata per il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti: "Tale norma si ispira ai principi di equità e di corretta ripartizione del rischio tra gli assicurati". Se la norma di fatto è stata bocciata, continuano invece a crescere le differenze Nord-Sud in materia di Rc auto. Secondo un'analisi di Supermoney, comparatore online, un medico di 42 anni in prima classe di merito e un attestato di rischio immacolato a Napoli paga in media oltre 1000 euro, il 240% in più rispetto ad un collega di Padova (310 euro), o di Milano (315 euro).
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