La norma più incisiva del Decreto sulle Liberalizzazioni in termini di abbattimento dei costi per il sistema assicurativo e, auspicabilmente, per gli assicurati è quella che consente alle compagnie di risarcire i danni in forma specifica. Tradotto in soldoni, le imprese assicurative avranno la possibilità di riparare le auto danneggiate direttamente nelle proprie officine. Mentre il pagamento di una somma di denaro al danneggiato a titolo di risarcimento, pur restando un diritto del cliente, diventerà meno vantaggioso. Il Decreto stabilisce, infatti, che tutte le compagnie che forniranno un'idonea garanzia sulle riparazioni, di validità non inferiore a due anni su tutte le parti non soggette ad usura ordinaria avranno un incentivo in più. E che qualora l'automobilista insista per un risarcimento in contanti la somma potrà essere decurtata del 30%. Questo intervento potrebbe davvero fare la differenza, visto che le imprese assicurative avrebbero tutto l'interesse a contenere i costi delle riparazioni contrariamente a certi meccanici specializzati, che puntano a far lievitare a dismisura costi e preventivi, con la scusa che tanto a pagare è l'assicurazione. Ovviamente, il risparmio, come auspicato dal governo, dovrà tradursi in una sensibile riduzione delle tariffe finali dell'Rc Auto alla clientela.
Fin dal 2007 forniamo notizie utili e curiosità dal mondo delle assicurazioni
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venerdì 9 marzo 2012
Rc Auto: scatta il risarcimento danni in forma specifica
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lunedì 16 gennaio 2012
Non aumentare le tariffe Rc Auto deve essere una priorità per le compagnie
Il 2012, dal punto di vista economico sarà un anno terribilmente difficile per tutte le famiglie italiane. La pressione fiscale è alle stelle ed ai limiti dell'umana sopportazione. E' frustrante dover lavorare gratis fino alla terza settimana di giugno per rimpinguare le casse dell'Erario e poi, solo in seguito, iniziare a lavorare per noi stessi. Un fisco barbaro e incivile che falcia tutto e tutti a causa di un'emergenza economica dovuta non al mal governo di casa nostra ma a fattori esterni che hanno l'obiettivo di far crollare il sistema Europa e l'Euro, sta mietendo le prime vittime. Persone dal reddito minimo che si vedono recapitare richieste di rimborso alquanto esose e che preferiscono suicidarsi pur di non continuare a sopravvivere nell'indigenza, imprese che falliscono e rincari dei servizi, completano un quadro desolante e devastante al contempo. La disoccupazione appare in aumento e l'economia reale indica a chiare lettere che stiamo attraversando una recessione di immani proporzioni. La ricetta per migliorare un siffatto stato di cose sarebbe ridurre la percentuale derivante dal rapporto debito pubblico/Pil (Prodotto interno lordo), ma per poterla attuare sarebbe necessario far crescere i consumi e gli investimenti, cosa che è evidentemente impossibile in questa fase, poiché stipendi e pensioni non sono adeguatamente allineati al costo della vita.
Dopo questa lunga, ma doverosa premessa, diciamo che in un siffatto contesto è lecito chiedersi se la crescita dei prezzi delle tariffe Rc Auto sia terminata e se non ci si possa attendere una certa riduzione a causa, tra l'altro, del minor uso dell'autovettura che si riscontra nei momenti di crisi. Riteniamo che questa speranza sarà disattesa non tanto per la vituperata voracità delle compagnie di assicurazione, ma per il persistere di diverse anomalie. Per comprendere le ragioni di questa previsione ci pare opportuno esaminare i fattori che determinano il prezzo dell'assicurazione auto e di molte altre coperture nei rami danni. La voce più importante è quella relativa al pagamento dei sinistri (loss ratio). La sua incidenza sui premi raccolti, nel ramo Rc Auto, è stata dell'87,3% nel 2010. E' presumibile che nel 2011 questo onere percentuale possa diminuire, purché non si palesino forti carenze nell'accantonamento riserva dei sinistri degli anni precedenti. E questa è sicuramente una buona notizia.
La seconda voce da prendere in considerazione è quella relativa alle spese generali e di acquisizione dei contratti (expence ratio) che nel 2010 ammontava al 18,4%. Su questo versante riteniamo improbabile che si possano ottenere dei miglioramenti significativi. Le spese di amministrazione, infatti, sono arrivate al 4,4% e potrebbero subire solo un'ulteriore limatura. Gli oneri provvigionali ammontano al 10,5% mentre il coacervo delle altre spese relative all'acquisizione dei contratti ammontano al 3,5%. Premesso che queste percentuali sono analoghe a quelle dei Paesi europee con le economie più avanzate, riteniamo improbabile assistere a riduzioni poiché il 90% circa dei premi è raccolto da agenti i cui bilanci non sono di certo floridi. Molti assicuratori, al contrario, ritengono che vi potrà essere un aggravamento di questi oneri per ragioni di concorrenza e per garantire la sopravvivenza di taluni punti vendita.
Resta, infine, l'ultima voce: utili da investimenti che, fino al 2007, hanno contribuito, con percentuali nell'ordine del 6% dei premi, al miglioramento dei risultati. Nel 2010 questa contribuzione è scesa intorno al 3%. Per l'esercizio che si sta chiudendo, le previsioni non sono certo rosee a causa del forte deterioramento di valore del comparto obbligazionario. Se le compagnie si vedranno costrette a svalutare gli investimenti in titoli di Stato, il saldo potrebbe risultare addirittura negativo, andando così ad annullare i benefici che potrebbero riscontrarsi nella loss ratio.
Se dall'analisi di questi fattori appare improbabile una riduzione delle attuali tariffe Rc Auto, si potrebbe, tuttavia, auspicare l'assenza di ulteriori aumenti nel 2012. Riteniamo invece che i costi per gli assicurati cresceranno ancora perché le compagnie possano affrontare, con le carte in regola, i dettami che provengono dalla normativa in tema di solvibilità che, salvo ulteriori rinvii, entrerà in vigore nel 2013. Questa normativa, assai complessa e articolata, può essere banalizzata con l'asserzione che, afronte di una crescita dei premi, le imprese dovranno immettere nuovi capitali. E i capitali, com'è ampiamente risaputo, hanno un costo la cui determinazione dipende dalle disponibilità di denaro fresco esistente sul mercato. Questa disponibilità è assai ridotta come ha potuto constatare recentemente il Tesoro nelle recenti aste di Bot e Btp e viene raccolta soltanto se ben remunerata.
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martedì 15 marzo 2011
Assicurazioni rc auto troppo care: protestano gli agenti
Le assicurazioni italiane sono troppo care e le polizze rc auto addirittura carissime! Probabilmente siamo ad una svolta. Anche gli stessi agenti si sono resi conto di quanto i prezzi spropositati dei premi condizionino negativamente il mercato e, quindi, al fine di porre rimedio ad un siffatto stato di cose, lo Sna, (Sindacato nazionale agenti di assicurazione che vanta nelle proprie fila un vero e proprio esercito di iscritti, ben 9.000 su 23.000 operatori del settore), ha avviato una raccolta di firme per una petizione popolare da consegnare la prossima settimana al Governo. L'obiettivo di raccogliere 500.000 firme sta per essere raggiunto, infatti, oggi a 2 giorni dalla chiusura della raccolta, le firme sono ben 438.742. Nella petizione si chiede, tra le altre cose, di attuare misure di contenimento dei costi assicurativi, contrastare l'abbandono da parte delle compagnie di alcune zone d'Italia e costituire un efficace sistema di contrasto alle frodi. Secondo lo Sna, il confronto con altre realtà europee è sconfortante. Il premio medio per la rc auto è di 229 euro in Spagna, di 222 euro in Germania, di 172 euro in Francia e arriva a 407 euro in Italia.
giovedì 2 luglio 2009
Assicurazione Rc Auto: le associazioni dei consumatori chiedono riduzioni sensibili dei premi

La crisi non guarda in faccia nessuno! Anche i grandi colossi hanno dovuto, infatti, pagare il loro conto, ed è stato salato! Il settore assicurativo, in particolare, ha archiviato il 2008 con un calo del 7,2%. E se il 2009 sembra essere iniziato meglio, con una raccolta in crescita del 15%, spinta soprattutto dal settore Vita, l'Rc Auto continua ad andare male e, dopo aver chiuso il 2008 con una perdita del 3% vede già un -5,2% nel primo trimestre di quest'anno.
Perdite economiche pesanti sono, di solito, l'anticamera di nuovi rialzi delle tariffe, come in parte annunciato, a fine maggio, dal presidente dell'Ania Cerchiai. Ma le associazioni dei consumatori non ci stanno e chiedono, invece, di non toccare gli attuali listini se non, eventualmente, per ribassarli.
Le tariffe dell'assicurazione obbligatoria sui veicoli sarebbero, infatti, già cresciute del 5% nei primi mesi del 2009, ultimo aumento di un'escalation che ha visto i costi dell'Rc Auto aumentare del 145% negli ultimi 10 anni.
Le associazioni dei consumatori chiedono, a gran voce, una riduzione di almeno il 10-15% delle tariffe e invitano le compagnie a seguire l'invito del presidente dell'Isvap, Giannini, ad agire riducendo i costi piuttosto che aumentare le tariffe, puntando a una reale concorrenza anziché contrastare i primi elementi di competitività inseriti con i decreti Bersani.
E proprio per andare incontro ai portafogli degli automobilisti e stimolare la concorrenza, l'Isvap ha lanciato, nei giorni scorsi, uno strumento informatico, il cosiddetto "preventivatore", per confrontare, sulla base della convenienza economica, i preventivi Rc Auto di tutte le compagnie operanti sul mercato.
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mercoledì 10 giugno 2009
Come disdire una polizza Rc Auto?
Disdire una polizza Rc Auto è divenuta un'esigenza e una prassi assai frequente in questi ultimi anni, vista l'aumentata attenzione, da parte della clientela, ai premi imposti dalle compagnie, sempre poco allineati alle reali esigenze dei consumatori.
Gli strumenti messi a disposizione degli utenti sono, oggigiorno, molti e di facile reperimento. Il web, in quest'ottica fa sicuramente la parte del leone e consente, in pochi minuti e dopo semplici passaggi, di confrontare più offerte contemporaneamente al fine di ottenere le condizioni di mercato più vantaggiose.
Una volta individuata la polizza che più si confà alle proprie esigenze è, però, necessario disdire il contratto in essere con la vecchia compagnia.
Le polizze Rc Auto oggi sul mercato sono di due tipi: a) a scadenza secca; b) a tacito rinnovo. Ciascuno di questi contratti prevede regole diverse per essere sciolto.
Vediamo più in dettaglio com'è possibile disdire una polizza Rc Auto a scadenza secca: l'estinzione del contratto avviene automaticamente alla mezzanotte dell'ultimo giorno di validità e vi è la possibilità di pagare il premio, riattivando la copertura assicurativa, per un periodo di 15 giorni successivo alla scadenza (questo periodo è denominato "periodo di tolleranza" ed è previsto dall'articolo 1901, secondo comma, del codice civile). Le polizze Rc Auto sono contratti annuali che, quindi, non sono interessati dalla possibile introduzione della poliennalità di coperture, ad esempio, incendio e furto.
Per chiudere, invece, un contratto a tacito rinnovo, è necessario inviare una raccomandata A/R o un fax, all'assicuratore, almeno 15 giorni prima della scadenza annuale e comunque entro l'ultimo giorno di scadenza della polizza. Tuttavia, è bene dire che l'assicuratore ha la facoltà di non richiedere obbligatoriamente alcuna comunicazione, fattispecie, questa, che di fatto fa decadere la polizza in maniera automatica, ma solo in caso di aumento del premio al di sopra del tasso d'inflazione programmato.
Gli strumenti messi a disposizione degli utenti sono, oggigiorno, molti e di facile reperimento. Il web, in quest'ottica fa sicuramente la parte del leone e consente, in pochi minuti e dopo semplici passaggi, di confrontare più offerte contemporaneamente al fine di ottenere le condizioni di mercato più vantaggiose.
Una volta individuata la polizza che più si confà alle proprie esigenze è, però, necessario disdire il contratto in essere con la vecchia compagnia.
Le polizze Rc Auto oggi sul mercato sono di due tipi: a) a scadenza secca; b) a tacito rinnovo. Ciascuno di questi contratti prevede regole diverse per essere sciolto.
Vediamo più in dettaglio com'è possibile disdire una polizza Rc Auto a scadenza secca: l'estinzione del contratto avviene automaticamente alla mezzanotte dell'ultimo giorno di validità e vi è la possibilità di pagare il premio, riattivando la copertura assicurativa, per un periodo di 15 giorni successivo alla scadenza (questo periodo è denominato "periodo di tolleranza" ed è previsto dall'articolo 1901, secondo comma, del codice civile). Le polizze Rc Auto sono contratti annuali che, quindi, non sono interessati dalla possibile introduzione della poliennalità di coperture, ad esempio, incendio e furto.
Per chiudere, invece, un contratto a tacito rinnovo, è necessario inviare una raccomandata A/R o un fax, all'assicuratore, almeno 15 giorni prima della scadenza annuale e comunque entro l'ultimo giorno di scadenza della polizza. Tuttavia, è bene dire che l'assicuratore ha la facoltà di non richiedere obbligatoriamente alcuna comunicazione, fattispecie, questa, che di fatto fa decadere la polizza in maniera automatica, ma solo in caso di aumento del premio al di sopra del tasso d'inflazione programmato.
domenica 11 maggio 2008
Diritto alla conservazione della classe di merito
In caso di contratto stipulato nella forma tariffaria Bonus/Malus, l'Assicurato può usufruire, per l'assicurazione di un nuovo veicolo, della classe di merito già maturata a condizione che il nuovo veicolo sia intestato al medesimo proprietario o tuttalpiù al coniuge o, in caso di società di persone, ad una o più delle persone che la compongono e viceversa.
La classe di merito può essere conservata anche nei casi di documentata vendita, distruzione, rottamazione, esportazione definitiva, consegna in conto vendita, definitiva cessazione della circolazione del veicolo, furto o rapina, nel caso di passaggio di proprietà da una pluralità di intestatari ad uno solo di essi.
L'utilizzatore di un contratto di leasing o di noleggio a lungo termine, per intenderci, non inferiore a 12 mesi, può usufruire, per l'assicurazione di un nuovo veicolo, della classe di merito già maturata purché dimostri l'effettiva utilizzazione del veicolo.
La classe di merito può essere conservata anche nei casi di documentata vendita, distruzione, rottamazione, esportazione definitiva, consegna in conto vendita, definitiva cessazione della circolazione del veicolo, furto o rapina, nel caso di passaggio di proprietà da una pluralità di intestatari ad uno solo di essi.
L'utilizzatore di un contratto di leasing o di noleggio a lungo termine, per intenderci, non inferiore a 12 mesi, può usufruire, per l'assicurazione di un nuovo veicolo, della classe di merito già maturata purché dimostri l'effettiva utilizzazione del veicolo.
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sabato 29 dicembre 2007
Sconti sui premi rc auto
Le imprese di assicurazione non potranno più imporre ai distributori i prezzi minimi o gli sconti massimi da applicare agli acquirenti di polizze Rc auto, ma potranno solo stabilire in via preventiva la misura complessiva degli sconti riconoscibili alla clientela in un determinato arco di tempo (il cosiddetto “monte sconti”). Lo comunica l’Isvap, sottolineando che la disposizione è contenuta nel regolamento attuativo del pacchetto Bersani.
Il regolamento si inserisce nel contesto degli interventi di liberalizzazione previsti ai fini della concreta attuazione di una politica di contenimento delle tariffe Rc auto, tra quali spicca la riforma del risarcimento diretto. Secondo le simulazioni effettuate dall’Autorità di Vigilanza - sottolinea la nota - infatti, sulla base dei dati disponibili il risarcimento diretto sta esercitando un effetto di contenimento dei costi per le imprese pari al 7-8 per cento annuo. Il regolamento, “rendendo ancora più flessibili e trasparenti i prezzi finali al dettaglio e le condizioni contrattuali delle polizze Rc auto, crea le condizioni per una maggiore mobilità del consumatore, una più intensa concorrenza tra le imprese e dunque per il contenimento delle tariffe”, aggiunge l’Isvap, mettendo in evidenza come “ai fini di una maggiore trasparenza, in base al Regolamento le imprese sono tenute a mettere a disposizione del pubblico, presso ogni punto vendita e nei propri siti internet, i documenti precontrattuali, le condizioni generali e speciali di polizza praticate nonché a rendere disponibile un servizio gratuito di preventivazione personalizzata”.
Ai fini della flessibilità, l’Isvap “ha ritenuto compatibile con le finalità del pacchetto Bersani la permanenza di istruzioni impartite ex ante dalle imprese alla propria rete distributiva, volte unicamente a stabilire in via preventiva la misura complessiva del monte sconti assegnato a ciascun intermediario. È fatto invece divieto alle imprese di indicare alle proprie reti distributive limiti in ordine alla misura degli sconti praticabili ai singoli assicurati, rispetto al premio di tariffa”. Fonte: Ansa
Il regolamento si inserisce nel contesto degli interventi di liberalizzazione previsti ai fini della concreta attuazione di una politica di contenimento delle tariffe Rc auto, tra quali spicca la riforma del risarcimento diretto. Secondo le simulazioni effettuate dall’Autorità di Vigilanza - sottolinea la nota - infatti, sulla base dei dati disponibili il risarcimento diretto sta esercitando un effetto di contenimento dei costi per le imprese pari al 7-8 per cento annuo. Il regolamento, “rendendo ancora più flessibili e trasparenti i prezzi finali al dettaglio e le condizioni contrattuali delle polizze Rc auto, crea le condizioni per una maggiore mobilità del consumatore, una più intensa concorrenza tra le imprese e dunque per il contenimento delle tariffe”, aggiunge l’Isvap, mettendo in evidenza come “ai fini di una maggiore trasparenza, in base al Regolamento le imprese sono tenute a mettere a disposizione del pubblico, presso ogni punto vendita e nei propri siti internet, i documenti precontrattuali, le condizioni generali e speciali di polizza praticate nonché a rendere disponibile un servizio gratuito di preventivazione personalizzata”.
Ai fini della flessibilità, l’Isvap “ha ritenuto compatibile con le finalità del pacchetto Bersani la permanenza di istruzioni impartite ex ante dalle imprese alla propria rete distributiva, volte unicamente a stabilire in via preventiva la misura complessiva del monte sconti assegnato a ciascun intermediario. È fatto invece divieto alle imprese di indicare alle proprie reti distributive limiti in ordine alla misura degli sconti praticabili ai singoli assicurati, rispetto al premio di tariffa”. Fonte: Ansa
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