mercoledì 1 febbraio 2012

Addio al targhino per i ciclomotori e novità sul fronte della responsabilità civile

E' decisamente un periodo in cui si sfornano quantità di leggi, leggine, regole e regolamenti abnorme. Nel mare magnum delle nuove norme ne è spuntata una che di certo metterà un po' di sale sulla coda dei centauri. Entro il prossimo 12 febbraio 2012, infatti, i proprietari di microcar e di ciclomotori, che sono stati immessi in circolazione prima della data del 14 luglio del 2006, devono procurarsi una targa fissa da utilizzare al posto del targhino che poteva essere impiegato su più veicoli semplicemente staccandolo e riattaccandolo. Le sanzioni amministrative previste in caso di inadempimento sono consistenti, si va dai 389 euro ai 1.559 euro. Dal 13 febbraio, quindi, tutti i veicoli sprovvisti di targa fissa verranno multati. Per procurarsi una nuova targa e mettersi in regola, è necessario recarsi presso la Motorizzazione. Sul fronte dell'Rc moto e ciclomotori, invece, entro il 12 febbraio del 2012, su indicazione dell'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo, le polizze dovranno essere sottoscritte facendo riferimento al telaio, qualora il proprietario del veicolo non avesse ancora regolarizzato la propria posizione.

Cosa sono le polizze a copertura del rischio del creditore?

Cosa sono le polizze a copertura del rischio del creditore? 

Le CPI (Credit Protection Insurance) sono polizze assicurative, di solito a premio unico, che tutelano la banca dai rischi che per qualsiasi motivo il cliente che ha sottoscritto un contratto di mutuo non possa pagare le rate alla scadenza per eventi indipendenti dalla sua volontà, come il decesso, la malattia, l'inabilità al lavoro, l'invalidità permanente o temporanea, la perdita dell'occupazione. Sono molto costose. Nella stragrande maggioranza dei casi, il cliente di un mutuo paga il premio della polizza ma, se si verifica l'evento coperto dall'assicurazione, non è lui ad incassare la somma di denaro prevista, bensì la banca. Sono dunque polizze diverse da quelle che assicurano la casa in caso di scoppio e incendio. Questa, considerando l'ipoteca che viene iscritta dalla banca sull'immobile, è obbligatoria; le polizze CPI sono, invece, facoltative.

Proprio quest'ultimo tipo di polizza è al centro della battaglia dell'Isvap per ridurre i costi a carico dei consumatori. Secondo l'ente, infatti, il guadagno delle banche sarebbe troppo elevato, con un ricarico sui costi del 44%, il doppio rispetto agli agenti assicurativi, così come la percentuale della rata del mutuo su cui viene calcolato il premio della polizza. Nel momento in cui ci si appresta a richiedere un mutuo, è bene tenere a mente alcune regole. In primo luogo, la sottoscrizione della polizza CPI non è obbligatoria ma se la banca la reputa condizione necessaria per erogare il mutuo, allora il costo di queste polizze deve rientrare obbligatoriamente nell'Isc o nel Taeg (indice comprensivo degli interessi e di tutti gli oneri accessori agganciati al mutuo). Se si decide di puntare sulla polizza, occorre poi ricordare che la sottoscrizione non è obbligatoria con la stessa banca che eroga il mutuo. Bisogna, inoltre, fare molta attenzione al capitolo dei costi, analizzando nel dettaglio anche le tipologie di rischio contemplate e le modalità di rimborso del premio in caso di necessità.

Se si decide di chiudere il mutuo per accenderne uno a condizioni migliori con un'altra banca, è possibile chiedere il rimborso della quota di premio non goduta oppure cambiare il beneficiario delle polizze. Per risparmiare, l'utente può rivolgersi a compagnie assicurative esterne, ma il 79% dei contratti sottoscritti è in genere siglato con una società collegata alla banca o finanziaria erogatrice del prestito. Spesso queste polizze, che per legge devono essere almeno due, di due compagnie diverse, da sottoporre al cliente e tra le quali scegliere quella più conveniente e confacente alle proprie esigenze, hanno dei prezzi alti che influiscono sul prezzo complessivo del mutuo. Inoltre, l'aliquota media pagata dal cliente a titolo di provvigione sul totale del premio è piuttosto alta, intorno al 50%, con picchi fino all'83%: dunque, dalla metà a oltre quattro quinti del premio pagato non vanno effettivamente a costituire la garanzia ma solo a remunerare l'intermediario. Quello delle polizze CPI è un business che avvantaggia i soggetti erogatori del credito perché, oltre al premio, incide anche la commissione da pagare alla banca.

Per fare un esempio, su un mutuo di 300.000 euro, l'Isvap rileva che le banche chiedono polizze Cpi con un premio lordo di 14.000 euro, di cui 10.000 euro sono di commissioni. Invece, se si stipula una polizza con un altro istituto erogatore che non sia la styessa banca che ha erogato il mutuo, l'importo si abbassa: per esempio si può pagare un premio di 3.800 euro e le commissioni arrivano a ridursi ad appena 250 euro circa. Occorre verificare sempre la forma di pagamento anticipato della polizza, altre invece chiedono un pagamento a rate, e, infine, occorre sempre verificare cosa succede se si chiude il mutuo anticipatamente o se lo si trasferisce con la surroga: questa tipologia di operazione è un altro fronte sul quale l'Isvap sta conducendo una battaglia per ottenere la portabilità delle polizze a costo zero. Una possibilità di risparmio viene anche dalla copertura, visto che si può scegliere se assicurare l'intera durata del mutuo o anche solo un periodo. Questa seconda ipotesi può abbattere di molto il costo dell'assicurazione.

giovedì 26 gennaio 2012

Assicurazioni in confusione per l'abbassamento della soglia dei pagamenti dei premi in contante

Il presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, di è rivolto al Ministero delle Finanze per chiedere chiarimenti in merito all'utilizzo del denaro contante nelle operazioni di incasso dei premi assicurativi. Come noto, il decreto legge 6 dicembre 2011 numero 201, ai fini della normativa antiriciclaggio, ha abbassato la soglia di rilevanza per il trasferimento di denaro contante o titoli al portatore a 999,99 euro. "Questa significativa riduzione del limite di utilizzo del contante (precedentemente fissato a 2.500 euro) ha avuto conseguenze importanti nelle operazioni di incasso premi riferite soprattutto alle polizze auto. Le singole mandanti hanno diramato alle rispettive reti distributive indicazioni procedurali totalmente diverse, anche se riferite a casi e situazioni identiche". Vi è una compagnia, per esempio, che non intende consentire l'uso del denaro contante nemmeno in caso di frazionamento del premio qualora le rate siano singolarmente inferiori al limite previsto, laddove altre imprese hanno indicato di essere favorevoli alla possibilità di ricevere pagamenti in contanti per premi frazionati singolarmente di importo inferiore alla soglia. Ma non è tutto: difformità interpretative si riscontrano anche nel caso di pagamento di più polizze in uno stesso giorno. Per alcune compagnie, infatti, non è ammissibile nemmeno frazionare in più giorni il pagamento in contanti di polizze singolarmente sotto soglia, indicando in sette giorni il periodo in cui le operazioni si cumulerebbero superando il limite. Altre compagnie, viceversa, ritenendo che il limite vada riferito a singola transazione, autorizzano il pagamento in contanti. "Considerando che per il settore dell'intermediazione assicurativa esistono già delle limitazioni all'uso del denaro contante, da tempo disposte dall'Isvap", conclude Demozzi, "abbiamo chiesto al Ministero che la soglia per il trasferimento di contante nel settore assicurativo non venga abbassata o, perlomeno, che siano immediatamente diramati i chiarimenti necessari alla corretta interpretazione della norma".

lunedì 23 gennaio 2012

Ecco le novità sull'Rc Auto varate dal Governo Monti

Il Governo Monti ha varato molte novità nel campo delle assicurazioni Rc Auto, dando il via libera al montaggio della scatola nera sui veicoli, varando il risarcimento diretto, il contrassegno virtuale al posto di quello cartaceo e dando ampio spazio al confronto delle offerte. Ma vediamo in sintesi e più in dettaglio di cosa si tratta.

  • Risarcimento danni: chi vuole ricevere il risarcimento sotto forma di denaro anziché ottenere la riparazione del veicolo presso l'officina convenzionata con la compagnia assicurativa deve accettare uno sconto del 30% rispetto alle tariffe medie. La penalizzazione mira a scongiurare comportamenti fraudolenti da parte dei clienti, ma pare eccessiva. In alternativa si poteva proporre lo stesso importo stabilito dall'officina, che è presumibilmente più basso dei livelli di mercato.
  • Possibilità di scegliere fra almeno tre polizze Rc Auto diverse: gli agenti hanno l'obbligo di sottoporre ai clienti i preventivi di almeno tre diverse compagnie. I contratti che violano la norma sono nulli, mentre alla compagnia che ha conferito il mandato all'agente (che risponde in solido) verrà applicata una sanzione compresa fra 50 e 100 mila euro. L'agente resta però monomandatario e, per questo motivo, riteniamo che non esistano garanzie in merito al fatto che il ventaglio dei preventivi non sia costruito ad arte per far convergere la scelta sulla compagnia rappresentata.
  • Montaggio della scatola nera sui veicoli: i clienti che acconsentono alla perizia sul veicolo prima della stipula o all'applicazione di meccanismi elettronici per registrarne l'attività possono ottenere sconti dalle compagnie. L'installazione della scatola nera è a carico dell'assicurazione, ma resta incertezza su chi pagherà la manutenzione o il collegamento con le centrali di rilevazione. Saranno spese tali da superare sconti medi che al momento si attestano attorno al 5%?
  • Introduzione del contrassegno virtuale al posto del cartaceo: basta contrassegno assicurativo cartaceo per l'Rc Auto, contro la sua contraffazione arriva il contrassegno virtuale. Il decreto legge sulle liberalizzazioni prevede la progressiva dematerializzazione dei contrassegni, introducendo la loro sostituzione o integrazione con sistemi elettronici o telematici e l'utilizzo, ai fini dei relativi controlli, dei dispositivi di controllo o rilevamento a distanza delle violazioni delle norme del Codice della strada.
Le disposizioni del Governo hanno un obiettivo preciso, ovvero abbattere il pernicioso fenomeno delle frodi assicurative, riducendo i costi per le compagnie che, aloro volta, per prassi, aumentano i premi che i clienti sono costretti a pagare e che, a ben vedere, hanno raggiunto soglie a dir poco intollerabili, incidendo molto anche sui bilanci familiari.

domenica 22 gennaio 2012

Assicurazioni sui mutui: obbligatorio per la banca indicare l'offerta di due assicurazioni

Abolita, dal Governo Monti, l'esclusiva per le polizze sui mutui bancari.Questa nuova norma prevede che, a differenza del recente passato, in cui le banche avevano la possibilità di abbinare polizze sui mutui appartenenti al medesimo gruppo, senza quindi lasciare scelta ai clienti, da oggi in poi, queste, saranno obbligate a proporre ai mutuatari l'offerta di due compagnie diverse tra le quali scegliere. Questo fa si che i clienti, avendo facoltà di scelta, vadano ad acquistare prodotti maggiormente confacenti alle proprie esigenze, ottenendo anche un certo risparmio a livello economico. Trattasi sicuramente di una buona norma che speriamo venga applicata il più presto possibile nell'interesse di tutti coloro i quali hanno la necessità di contrarre un mutuo per l'acquisto della propria casa.

martedì 17 gennaio 2012

Skandia Insurance non è autorizzata a commercializzare polizze Rc Auto in Italia

Nessun intermediario può commercializzare polizze Rc Auto intestate a Skandia Insurance. A segnalarlo è l'Isvap, per la quale questa compagnia non rientra tra quelle autorizzate o, comunque, abilitate all'esercizio dell'attività assicurativa in Italia. La documentazione assicurativa contraffatta riporta anche la denominazione di Skandia Vita SpA con indicazioni sulla sede legale e sugli estremi autorizzativi corrispondenti a quelli della società italiana autorizzata a operare in Italia esclusivamente in alcuni rami vita. Per l'istituto di vigilanza, l'eventuale stipulazione di polizze Rc Auto, ancorché temporanee, recanti l'intestazione suddetta, comporta per i contraenti l'insussistenza della copertura assicurativa e per gli intermediari lo svolgimento di un'attività non consentita dalle vigenti disposizioni normative.

lunedì 16 gennaio 2012

Non aumentare le tariffe Rc Auto deve essere una priorità per le compagnie

Il 2012, dal punto di vista economico sarà un anno terribilmente difficile per tutte le famiglie italiane. La pressione fiscale è alle stelle ed ai limiti dell'umana sopportazione. E' frustrante dover lavorare gratis fino alla terza settimana di giugno per rimpinguare le casse dell'Erario e poi, solo in seguito, iniziare a lavorare per noi stessi. Un fisco barbaro e incivile che falcia tutto e tutti a causa di un'emergenza economica dovuta non al mal governo di casa nostra ma a fattori esterni che hanno l'obiettivo di far crollare il sistema Europa e l'Euro, sta mietendo le prime vittime. Persone dal reddito minimo che si vedono recapitare richieste di rimborso alquanto esose e che preferiscono suicidarsi pur di non continuare a sopravvivere nell'indigenza, imprese che falliscono e rincari dei servizi, completano un quadro desolante e devastante al contempo. La disoccupazione appare in aumento e l'economia reale indica a chiare lettere che stiamo attraversando una recessione di immani proporzioni. La ricetta per migliorare un siffatto stato di cose sarebbe ridurre la percentuale derivante dal rapporto debito pubblico/Pil (Prodotto interno lordo), ma per poterla attuare sarebbe necessario far crescere i consumi e gli investimenti, cosa che è evidentemente impossibile in questa fase, poiché stipendi e pensioni non sono adeguatamente allineati al costo della vita.

Dopo questa lunga, ma doverosa premessa, diciamo che in un siffatto contesto è lecito chiedersi se la crescita dei prezzi delle tariffe Rc Auto sia terminata e se non ci si possa attendere una certa riduzione a causa, tra l'altro, del minor uso dell'autovettura che si riscontra nei momenti di crisi. Riteniamo che questa speranza sarà disattesa non tanto per la vituperata voracità delle compagnie di assicurazione, ma per il persistere di diverse anomalie. Per comprendere le ragioni di questa previsione ci pare opportuno esaminare i fattori che determinano il prezzo dell'assicurazione auto e di molte altre coperture nei rami danni. La voce più importante è quella relativa al pagamento dei sinistri (loss ratio). La sua incidenza sui premi raccolti, nel ramo Rc Auto, è stata dell'87,3% nel 2010. E' presumibile che nel 2011 questo onere percentuale possa diminuire, purché non si palesino forti carenze nell'accantonamento riserva dei sinistri degli anni precedenti. E questa è sicuramente una buona notizia.

La seconda voce da prendere in considerazione è quella relativa alle spese generali e di acquisizione dei contratti (expence ratio) che nel 2010 ammontava al 18,4%. Su questo versante riteniamo improbabile che si possano ottenere dei miglioramenti significativi. Le spese di amministrazione, infatti, sono arrivate al 4,4% e potrebbero subire solo un'ulteriore limatura. Gli oneri provvigionali ammontano al 10,5% mentre il coacervo delle altre spese relative all'acquisizione dei contratti ammontano al 3,5%. Premesso che queste percentuali sono analoghe a quelle dei Paesi europee con le economie più avanzate, riteniamo improbabile assistere a riduzioni poiché il 90% circa dei premi è raccolto da agenti i cui bilanci non sono di certo floridi. Molti assicuratori, al contrario, ritengono che vi potrà essere un aggravamento di questi oneri per ragioni di concorrenza e per garantire la sopravvivenza di taluni punti vendita. 

Resta, infine, l'ultima voce: utili da investimenti che, fino al 2007, hanno contribuito, con percentuali nell'ordine del 6% dei premi, al miglioramento dei risultati. Nel 2010 questa contribuzione è scesa intorno al 3%. Per l'esercizio che si sta chiudendo, le previsioni non sono certo rosee a causa del forte deterioramento di valore del comparto obbligazionario. Se le compagnie si vedranno costrette a svalutare gli investimenti in titoli di Stato, il saldo potrebbe risultare addirittura negativo, andando così ad annullare i benefici che potrebbero riscontrarsi nella loss ratio.
Se dall'analisi di questi fattori appare improbabile una riduzione delle attuali tariffe Rc Auto, si potrebbe, tuttavia, auspicare l'assenza di ulteriori aumenti nel 2012. Riteniamo invece che i costi per gli assicurati cresceranno ancora perché le compagnie possano affrontare, con le carte in regola, i dettami che provengono dalla normativa in tema di solvibilità che, salvo ulteriori rinvii, entrerà in vigore nel 2013. Questa normativa, assai complessa e articolata, può essere banalizzata con l'asserzione che, afronte di una crescita dei premi, le imprese dovranno immettere nuovi capitali. E i capitali, com'è ampiamente risaputo, hanno un costo la cui determinazione dipende dalle disponibilità di denaro fresco esistente sul mercato. Questa disponibilità è assai ridotta come ha potuto constatare recentemente il Tesoro nelle recenti aste di Bot e Btp e viene raccolta soltanto se ben remunerata.

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